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VITERBO 22-10-2008
Etruschi: i primi, grandi italiani
di Marco Scataglini
Un viaggio in alcuni dei luoghi più affascinanti della civiltà etrusca. Chiamati anche i Tirreni, furono un popolo molto potente, in terra e sul mare. La società etrusca influenzò profondamente quella dei Romani, la loro architettura e l’uso delle risorse idriche.
SECONDO IL TIMES del 26 gennaio 1837 la mostra sugli Etruschi organizzata al 121 di Pall Mall, in pieno West End londinese, da Vittorio Campanari e dai suoi figli, stava riscuotendo un incredibile ed inatteso successo. L'idea di ricostruire una necropoli appena scoperta - col sarcofago, le pitture ed i corredi - e di farla visitare al buio, grazie solo alla flebile illuminazione delle torce consegnate all'ingresso, si era rivelata vincente. D'altra parte, come non emozionarsi di fronte a quelle meraviglie che emergevano dall'oscurità? Frotte di viaggiatori iniziarono così a scendere verso l'Italia alla ricerca dei luoghi (e dei misteriosi recessi sotterranei) da cui quegli interessanti reperti provenivano, luoghi allora solitari e selvaggi, romantici per definizione. Anche oggi che le ricerche archeologiche hanno strappato molti veli, e di misterioso è rimasto poco, gli Etruschi continuano ad affascinare i visitatori di tutta Europa, che migliaia arrivano nell'Italia centrale per visitare le antiche necropoli con i loro dipinti e le loro atmosfere.
Le fantasiose interpretazioni che scrittori (come Lawrence e Huxley) e poeti (come Carducci) hanno dato dei “misteri etruschi”, fece scrivere al grande archeologo Massimo Pallottino che «c'è una Etruria degli studiosi e una Etruria dei letterati, le cui tradizioni corrono per due vie divergenti e, in un certo senso, incomunicabili: quella della ricerca obiettiva e quella della intuizione poetica». E se gli archeologi cercavano (e cercano tutt'ora) di scoprire nuovi reperti per far avanzare la conoscenza, ben presto molti altri iniziarono la caccia al vaso decorato, al bucchero, alla statuina, a ogni oggetto, grande o piccolo, che fosse commerciabile con gli “appassionati”: in questo modo, nel corso di quasi due secoli, un patrimonio enorme è andato disperso.
"Negli anni '50 e '60 Tarquinia sembrava la California ai tempi della Corsa all'oro. Solo che invece del prezioso metallo tutti si erano messi a cercare i cocci», racconta Omero Bordo, soprannominato "l'ultimo etrusco", che in quell'epoca alla “corsa” partecipò: «trovare una tomba etrusca intatta, voleva dire guadagnare cifre enormi e fare il tombarolo sembrava il modo più semplice e rapido per uscire dalla povertà". Grazie all'incontro, negli anni '60, con Mario Moretti, allora Sovrintendente per l'Etruria meridionale, Omero smise i panni del tombarolo per indossare quelli del cercatore autorizzato, ma anche quelli dell'artista, iniziando a creare oggetti in bucchero e terracotta ispirati all'arte etrusca. Negli ultimi anni si è dedicato ad un grandioso progetto, Etruscopolis (Via delle Pietrare snc, info tel. 0766-855175 – 842725).
Nelle antiche cave etrusche di Tarquinia, non lontano dalla necropoli di Montarozzi, ha così ricostruito 8 antiche tombe dipinte e raccolto alcune delle sue opere più belle, che si ispirano all'arte antica della sua terra, ma che non sono copie, anche se sembrano in tutto e per tutto autentiche, e chissà, forse in un certo senso lo sono. Omero sembra uno di quegli improbabili personaggi che popolano i libri dei grandi viaggiatori del passato, come Città e necropoli d'Etruria di George Dennis, pubblicato per la prima volta 160 anni fa, nel 1848, ed ancora oggi considerato un capolavoro nel suo genere. In fondo molte delle descrizioni di allora sembrano valide ancora oggi. Basta pensare al Parco Archeologico Naturalistico di Vulci (aperto dalle ore 9 alle ore 17, , tel. 0766-89298), nel comune di Montalto di Castro, che è probabilmente la località etrusca più affascinante d'Italia, non solo per i reperti archeologici, con i resti dell'antica Veii, ma anche per i paesaggi straordinari, tutti connessi da un sentiero ad anello di circa quattro chilometri di lunghezza.
Il Parco è attraversato dalla selvaggia gola del fiume Fiora, su cui svettano il castello (che oggi ospita il museo archeologico) e il ponte dell'Abbadia, che fece scrivere a George Dennis «è veramente una costruzione meravigliosa ». Venticinque chilometri più a sud, Tarquinia sorge su una piatta collina di fronte al mare, ed è subito riconoscibile per le numerose torri che ne contraddistinguono il centro storico medioevale. All'ingresso del paese si trova il possente Palazzo Vitelleschi che ospita dal 1924 il Museo etrusco (dal martedì alla domenica dalle 8,30 alle 19,30 - tel. 0766 856036), ancora oggi, come un tempo, tappa imperdibile per chi ama gli Etruschi. Sono indubbiamente le tombe dipinte della necropoli dei Montarozzi (Patrimonio dell'Umanità UNESCO) ad essere l'attrattiva maggiore della città (il sito è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 8,30 a un'ora prima del tramonto tel. 0766-856308).
A questo punto, andando a Tuscania si chiude il cosiddetto Triangolo etrusco visitando la Grotta della Regina uno dei monumenti più enigmatici d'Etruria, (aperta festivi e prefestivi dalle 9,30 alle 13. Visite fuori orario si possono prenotare al Museo Archeologico della cittadina). Vi si accede grazie ad una lunga scalinata che penetra nella roccia tufacea fino a un'ampia sala di forma irregolare. La caratteristica più interessante è una serie di cunicoli, lunghi decine di metri, che scendono ancora più in profondità, la cui funzione è misteriosa. Dalla grotta, collocata ai piedi della chiesetta della Madonna dell'Olivo, si gode una magnifica vista verso il borgo, su cui svetta la mole della chiesa di S.Pietro, monumento di enorme interesse artistico, ma anche verso la tenuta gestita da Lorenzo Caponetti e dalla sua famiglia. Lorenzo è un esperto di cunicoli idraulici antichi, che ha studiato in tutto il mondo, collaborando anche con istituti internazionali.
«La densità di cunicoli etruschi destinati alla raccolta d'acqua in questo territorio è ben superiore alla media: si tratta di un campo di ricerca affascinante ora che i mutamenti climatici impongono di conservare e sfruttare oculatamente le risorse idriche», racconta. Nel modo di parlare di Lorenzo si coglie la stessa passione di quei viaggiatori del passato che raggiungevano Tuscania per recarsi nella casa dei fratelli Campanari, in cerca di qualche reperto da acquistare: gli ospiti venivano accolti in un giardino sistemato come una necropoli, con sarcofagi provenienti dalle tombe tuscanesi (oggi al Museo cittadino nel convento di S.Maria del Riposo, tel. 0761-436209, chiuso il lunedì, ingresso gratuito, recentemente ingrandito con nuove sale). Quasi due secoli sono passati dalla mostra che i Campanari organizzarono a Londra, e molte cose sono cambiate, ma certo, l'esperienza che è possibile fare percorrendo la terra dei Tirreni, come erano chiamati gli Etruschi, rimane sempre affascinante
Vademecum per guidare low-cost
Volete risparmiare benzina? Prendetevi un Valium prima di mettervi al volante. Il trucco per consumare meno è stare calmi. Lo insegnano i coniugi Taylor, che con un pieno sono andati in Jeep da Londra a Berlino. Ecco i loro quindici comandamenti per risparmiare denaro. Luca Cereda
SANGUE FREDDO Se state cercando un modo per risparmiare sui consumi di carburante, mantenete la calma: è la prima regola per evitare errori di valutazione e uno spreco superiore anche al 20% di benzina. Sangue freddo per non dissanguarsi, insomma: con i nervi distesi farete più di mille e cento km con un pieno, e pure a bordo di un SUV diesel. Parola dei coniugi Taylor, che dopo aver segnato un record e smentito un pregiudizio, hanno stilato un vademecum del guidatore low-cost.
LA PROVA Chi l’ha detto che i SUV si scolano gasolio come gli irlandesi fanno con la birra alla festa di San Patrizio? John e Helen Taylor, esperti di guida a bassi consumi, sono saliti rispettivamente su una Jeep Compass e su una Jeep Patriot, e da Londra a Berlino sono riusciti a tenere una media di 4,3 litri ogni cento chilometri. Arrivati ad Alexanderplatz, poi, una piacevole sorpresa: nel serbatoio c’era ancora del carburante. E allora via, di nuovo “on the road” per passare il confine tra Germania e Polonia, prima di restare a secco dopo 21 ore di viaggio con ben 1124 km alle spalle.
COME SI FA Il loro segreto? Prendete carta e penna e preparate un lungo elenco puntato, perché sono tanti i comandamenti. Qualcuno suonerà scontato, magari superfluo. Altri, se esasperati, potrebbero far passare la voglia di mettersi al volante. Ma con la benzina a 1,40 e il gasolio a 1,35 euro al litro, perché rifiutare qualche dritta?
1) FLUIDITA’ Primo comandamento: mai essere aggressivi. Non schiacciate freno e acceleratore come fareste per infierire su un fastidioso scarafaggio che passeggia nel vostro salotto: frenate e accelerate brusche aumentano il consumo di un terzo rispetto a una guida rilassata.
2) SU LE MARCE E’ il principio fondamentale del buon guidatore, e vale anche per le auto con il cambio automatico (a patto che si rilasci l’acceleratore una volta acquisita velocità). Più alto è il rapporto utilizzato, minori saranno i giri del motore.
3) CHECK UP Date spesso un’occhiata all’astina dell'olio e alle istruzioni del manuale di manutenzione. La messa punto del motore può valere un risparmio di carburante sino al 4%.
4) PRESSIONE ALTA Se le vostre frequentazioni col compressore sono sporadiche se non rare, sappiate che pneumatici gonfiati al di sotto della pressione ottimale accrescono la quantità di energia richiesta per mantenere in movimento l'auto, che si traduce in un surplus di carburante bruciato del 3%.
5) NIENTE ZAVORRE Macchina debordante di pacchi e bagagli stile slitta di Santa Claus? Attenzione: in questo modo il motore si sforza di più e per ogni 45 chili di peso in eccesso abbassa del 2% l’efficienza nei consumi.
6) VIA LE BARRE Portapacchi vuoto o barre del tetto inutilizzate servono solo a farvi spendere di più. Chi l’avrebbe detto che il loro attrito valesse un aumento del 5%? Si consiglia di toglierli quando non servono.
7) MEGLIO I RACCOMANDATI Cercare di risparmiare ripiegando su un olio più economico potrebbe non fruttare ricchi dividendi. Usare l’olio raccomandato dal produttore, o uno di qualità superiore, aiuta invece a migliorare le prestazioni del motore.
8) GIRI A VUOTO Mai far girare il motore a vuoto. Quando siete incolonnati tra Pero e Cormano, oppure fermi ad aspettare la fidanzata che vi ha appena chiesto “un minutino” per finire le operazioni di restauro facciale, spegnetelo sempre.
9) PIE’ LEGGERO Il piè veloce lasciatelo ad Achille, a voi serve quello leggero. La velocità è nemica del risparmio: un tachimetro 8 km sopra il limite stradale può gravare sino al 23% sui consumi.
10) OCCHI APERTI Sembrerà strano, ma anche l’occhio aiuta a risparmiare: serve a calcolare la giusta distanza da mantenere da chi ci precede. Giocare d’anticipo sugli ostacoli permette, infatti, di evitare dispendiose e brusche frenate.
11) POCHE ARIE Accendete il climatizzatore solo se vi sembra di guidare sotto le mura de' Il Cairo. Altrimenti, a temperature più miti, la ventola diventa la soluzione ideale.
12) FILTRO LIBERO Il filtro dell’aria impedisce alle impurità di danneggiare il motore, ma se è libero da residui, e non ostruito, alza del 10% la riduzione dei consumi. Verificare, sempre, se e quando necessiti di una sostituzione.
13) TEMPISMO Anche uno sguardo all’orologio aiuta a centellinare il carburante: scegliete sempre il periodo migliore per muovervi. E scongiurate, se potete, spostamenti nelle ore di punta e con il traffico a passo d’uomo.
14) PREVIDENZA Siate previdenti, soprattutto quando si tratta di risparmiare stress al motore. Due le situazioni tipo: in attesa del semaforo verde, rallentate per tempo e affidatevi al freno motore, senza affondare il piede sul pedale del freno all’ultimo momento; in prossimità di una salita, invece, accelerate leggermente prima, in modo tale da scavalcare la pendenza grazie alla velocità accumulata, e non dover “schiacciare” nel tratto che richiederebbe più sforzo.
15) UNA MANO IN SALITA The last but not the least. E’ un vizio diffuso quello di ignorare l’utilità del freno a mano quando si percorre una salita. A veicolo fermo, molti si limitano a liberare parzialmente la frizione (sui veicoli a trasmissionemanuale) o ad utilizzare l’acceleratore per evitare di scivolare indietro. Tutto un inutile spreco di carburante: il freno a mano vi dà una mano.
EFFETTI COLLATERALI Con questo, è tutto dai Taylors: provare per credere. O per ricredersi… Può darsi che abbiano ragione loro, ma tutti questi consigli se applicati alla lettera possono provocare un pericoloso effetto collaterale: dover spendere molto di più, poi, per le sedute dallo psicanalista. In fondo, se proprio si vuole consumare poco, anzi, quasi nulla, c'è solo un modo: lasciare l'auto nel box.
copiato da... unonotizie.it
VITERBO 06-09-2008
PUBBLICHIAMO UNA LETTERA
DI UN AUTOREVOLE CITTADINO VITERBESE
CHE SPIEGA PERCHE' PROIBIRE L'ELEMOSINA
E' IMMORALE E PERSINO CONTROPRODUCENTE
Quando ero molto giovane e studiavo alla scuola di Aristotele ci insegnavano a tirare le conseguenze.
Roba cosi':
- Se tagli la testa a un uomo?
- Lo uccidi.
- Bravo.
- Grazie.
Era una buona scuola.
Temo che il sindaco di Viterbo non l'abbia frequentata. Ed e' un peccato.
Se l'avesse frequentata avrebbe probabilmente appreso che se a una persona ridotta a un'estrema poverta' e' proibito persino di chiedere l'elemosina, e' proibito persino di svolgere piccoli servizi come lavare i vetri delle automobili, e' proibito insomma chiedere aiuto a passanti disposti a darglielo, tra le possibili conseguenze vi sono anche - non solo, ma anche - le seguenti: che quella persona muoia di fame e di stenti nell'abbandono; o anche che quella persona cerchera' altri modi di procurarsi di che vivere - meno fiduciosi nell'altrui benevolenza, anzi.
Cosicche' il provvedimento del Comune di Viterbo, come di altri Comuni parimenti insensati, che proibisce a chi e' nel bisogno di chiedere aiuto, ha tra le sue possibili conseguenze il decesso della vittima, o il suo passaggio al crimine.
Alla scuola di Aristotele lo spiegavano. A quella di Roy Bean evidentemente no.
Rinnovo quindi la richiesta della revoca di quella assurda e ignobile delibera che proibisce la carita'.
Sia revocata quella delibera sciagurata: se non per umana sensibilita', per un mero calcolo utilitario: rischiare di indurre delle persone disperate al crimine per poter sopravvivere non e' una buona politica amministrativa.
Peraltro, sempre a quella scuola, ed a molte altre degne di questo nome, si spiegavano i due concetti seguenti, che mi sembrano ancora degni di meditazione.
I. Che un essere umano chieda aiuto a un altro essere umano e' un diritto.
II. La solidarieta' e' il fondamento della civilta'.
Peppe Sini, cittadino viterbese
fonte
copiato
dall'home page di
benclaro
(19 agosto 2008)
«Come può
uno scoglio, arginare il mare,
anche se non voglio, torno già a volare»
(Lucio Battisti)

il 9 settembre 1998
l'italia perde Lucio
Battisti
uno dei massimi autori ed interpreti
nella storia della musica leggera italiana.
A dieci anni dalla sua scomparsa
a noi piace ricordarlo
così
copiato da:
ministerodellagrafica.org
(19
agosto 2008)
Qual è la Stella più
vicina?
Se lo chiedono in molti ultimamente. Sembra a causa di
alcuni banner di Google che circolano in svariati siti.
Visto questo interesse ve lo diciamo noi qual è la stella
più vicina.
La stella più vicina al sole - Proxima Centauri La stella più vicina alla
Terra è ovviamente il Sole.
La stella più vicina al sole è invece Proxima Centauri, a
circa 4,28 anni luce di distanza.
Essendo vicina in cielo alla coppia di alfa Centauri ed
essendo praticamente alla stessa distanza,
Proxima potrebbe essere il terzo componente del sistema.
Se Proxima è il terzo componente del sistema di alfa
Centauri, allora, ruotando in un'orbita completa,
Proxima ed alfa Centauri si alternerebbero, ora l'una ora
l'altra, nel ruolo di "stella più vicina al Sole"!

dal sito del Comune di Viterbo
Citta dei Papi ... il gioco
dell'estate!
Ricevuto via
e-mail... da Stefano C. (Viterbo)
(23 Giugno 2008)
"siamo sicuri che si farà l'aeroporto a Viterbo?"
... sarà davvero così nel 2017?".
Ciao Stefano
Ricevuto via
e-mail... da Carla
(23 Aprile 2008)
Consigio
Saggio
Un giorno, un non vedente era
seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai
suoi piedi
e un pezzo
di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per
favore».
Un
pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi
erano solo alcuni centesimi nel
cappello.
Si
chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso
al cieco, prese il cartone, lo girò e vi
scrisse
sopra un'altra frase.
Al
pomeriggio, il pubblicitario
ripassò dal
cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e
di banconote.
Il
non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se
era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo
di
cartone e soprattutto che cosa vi avesse
annotato.
Il
pubblicitario rispose: 'Nulla che non sia vero, ho
solamente riscritto la tua frase in un altro
modo'.
Sorrise
e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul
suo pezzo di cartone vi era scritto:
'Oggi è
primavera e io non posso vederla'.
Morale:
Cambia
la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e
vedrai che poi andrà meglio.
Se non
inoltri questa mail non ti capiterà nulla, ma inviala
almeno a quelle persone che secondo
te meritano
di vedere la primavera e a tutti quelli che tu vorresti
vedere sempre sorridere, perché
il
loro sorriso renda migliore questo
mondo.
Se
un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è
stato fatto con professionalità, rispondi
che l'Arca
di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da
professionisti...
da Tusciaweb.it - 22 febbraio
2008
Viterbo - Per la promozione
turistica
Guida,
stradario e sito internet
per vivere la città
Un sito internet
nuovo di zecca,
una guida cartacea,
uno stradario e una cartina.
Viterbo si apre al grande pubblico,
con questi nuovissimi strumenti di promozione turistica
non solo della città, ma anche del territorio. Il
progetto, realizzato da Universo Editoriale e
l’associazione culturale Benclaro, con il patrocinio
del Comune di Viterbo, è stato presentato
stamani, a Palazzo dei Priori, da Luca Della Rocca, responsabile marketing
alla presenza dell’assessore alla Cultura e Turismo
Paolo Muroni.
“Il sito internet viterbo.artecitta.it, è già on line ed è molto
facile da consultare – ha spiegato Della Rocca –
semplicemente ciccando su uno dei settanta monumenti
visibili sulla cartina visibile sulla home page, si
accede direttamente all’interno della struttura scelta,
con panoramiche dei luoghi di interesse a
360
gradi.
Ci sono poi sezioni dedicate agli itinerari, a
dove dormire e
mangiare. Ciccando su
“collabora con noi” è possibile anche
segnalare luoghi, monumenti ed edifici di interesse storico, che
sanno valutati da un apposito comitato
scientifico”.
“Con questo progetto di promozione, che è iniziato circa un
anno e mezzo fa – ha detto Paolo Muroni – abbiamo cercato
di portare Viterbo nel mondo, abbinando materiale cartaceo
alla piattaforma mondiale di Internet. Questo, nel
particolare, è uno strumento che porta, per la prima volta,
le bellezze di Viterbo a conoscenza di chiunque
abbia un computer, con il vantaggio di essere molto
esauriente e di facile consultazione”.
Le guide sono state già stampate in 40 mila copie, mentre
le cartine della città e gli stradari sono circa 60 mila.
La distribuzione è capillare: oltre alla sede Urp del
Comune di Viterbo in piazza del Plebiscito, si potranno
trovare anche presso gli uffici turistici della
Tuscia. Il prezzo della guida più
cartina della città è di 9 euro, lo stradario è invece
gratuito.
Al progetto di promozione turistica hanno partecipato
anche Provincia, Università, Camera di Commercio, Diocesi, Biblioteche, Fondazione Carivit e Banca di Viterbo.
da "Lettori per il
clima"
http://www.repubblica.it/2007/11/speciale/altri/2007ambiente/caso-lampadine/caso-lampadine.html
Il piccolo comune è
il primo al mondo ad avere
un'illuminazione pubblica a led
Progetto e tecnologia campana
per ridurre i consumi del 70 per cento
Torraca, mille
abitanti nel Cilento
dove le fluorescenti sono già il passato
di VALERIO GUALERZI
Una strada di
Torraca illuminata dai led
ROMA - L'Italia insegue faticosamente il passato, ma c'è un
piccolo comune del salernitano che ha già fatto il grande
salto nel futuro. Il nostro paese a livello europeo ha uno
dei peggiori tassi nella diffusione delle lampadine a basso
consumo, con un segmento di mercato che supera appena il 4
per cento. Il ritardo nella penetrazione delle fluorescenti
è grave, perché il contributo che potrebbero dare
all'efficienza energetica è enorme, ma rischia di essere la
rincorsa a una tecnologia che sarà presto superata.
Il futuro sono infatti le lampade a led che abbattono i
consumi in maniera ancora più drastica. Per il momento il
loro utilizzo è estremamente limitato e riguarda la luce
dei semafori e poco altro. Ma a Torraca, nel Cilento,
l'amministrazione ha deciso di giocare d'anticipo,
convertendo a led l'intera illuminazione pubblica, in tutto
circa settecento lampioni. Un primato non solo nazionale ma
mondiale, che ha già procurato al comune il titolo di "Led
City" e diversi riconoscimenti, compreso il "Premio enti
locali per Kyoto 2007" assegnato lo scorso novembre dal
ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio.
Attraverso i led, con un investimento di circa 280mila euro
sostenuto in parte dai fondi regionali, Torraca (poco più
di mille abitanti) ha tagliato i costi, aumentato la
potenza della luce (quattro volte maggiore di quella delle
lampade fluorescenti) e incrementato la durata delle fonti
luminose, di gran lunga superiore rispetto a quelle
tradizionali. "Risparmiamo il 70 per cento - spiega il
sindaco Daniele Filizola - con una minore manutenzione".
A rendere ancora più straordinaria l'esperienza di Torraca
è il fatto che l'intero progetto è "made in Italy". La
tecnologia alla base dell'impianto e in particolare il
sistema elettronico che permette di controllare
automaticamente del flusso dei led (uno degli inconvenienti
che sino ad oggi ne hanno limitato la commercializzazione)
è stata messa a punto dalla Elettronica Gelbison, una
piccola azienda della provincia di Salerno che con il suo
brevetto ha stupito gli addetti ai lavori di tutto il
mondo. A fare da collaudatore dell'impianto e da
coordinatore scientifico dell'iniziativa è stato invece
l'ingegner Luciano Di Fraia, docente di illuminotecnica
presso l'Università di Napoli Federico. (24 febbraio 2008)
IL TUO IMPEGNO PER IL CLIMA http://www.repubblica.it/speciale/2007/ambiente/archivio_impegni.html

copiato e incollato da www.tevac.com Lun, 04 Febbraio 2008
Nasce blog.mypage.it,
un progetto per internet e i bambini
Nasce blog.mypage.it, un progetto che
intermedia mmh, da sempre attiva nel
rapporto tra bambini e nuove tecnologie, ha deciso di
sviluppare per porre l'attenzione su un tema non più
trascurabile: internet e i bambini.
Le giovani generazioni di internauti crescono
esponenzialmente di anno in anno, ma il web non sembra così
pronto ad accoglierle, offrendo ancora un vuoto di idee e
contenuti per i più piccoli. Ma cosa vogliono i bambini da
internet? Quali sono i prodotti che hanno il diritto di
trovare nella rete delle reti? E infine come risolvere il
problema della sicurezza online, che è ormai sotto gli
occhi di tutti? Blog.mypage.it cerca di rispondere a queste
e ad altre domande, unendo punti di vista e competenze
diverse e sperando di discutere e confrontarsi con
chiunque ne abbia voglia.
Su blog.mypage.it è inoltre possibile scaricare
gratuitamente mymail, un programma di posta elettronica
sicuro e divertente pensato e sviluppato per bambini a
partire dai 6 anni.
pescato in rete
chissàddove!
(inviato da Francesco, Viterbo)
ricevuto via
e-mail (14.03.2008)
"Poi ti accorgi
che tante cose non le sai"
(inviato da Fabrizio, Viterbo)
LO SAI...
...che è
impossibile succhiarsi il gomito
...che la
Coca Cola era originariamente verde.
...che è
possibile fare salire le scale ad una vacca ma non
fargliele scendere.
...che il
verso di un'anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa
perchè.
...che un
coccodrillo non può tirare fuori la lingua
...che i
porci non possono fisicamente guardare il cielo
...che se
tentate di trattenere uno starnuto, potrete causarvi la
rottura di una vena nel cervello o nella nuca, e
potreste morire
...che
l'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi
...che ogni
re delle carte rappresenta un grande re della
storia:
- Picche: Re
David.
- Fiori:
Alessandro Magno.
- Cuori:
Carlomagno.
- Quadr i:
GiulioCesare.
...che
moltiplicando 111.111.111 x 111.111.111 si ottiene
12.345.678.987.654.321.
..che in una
statua equestre
se il cavallo ha
due zampe per aria, la persona sul suo dorso è morta in
combattimento,
se il cavallo ha
una delle zampe anteriori alzate, la persona è morta in
seguito ad una ferita inferta in combattimento,
se il cavallo ha le
quattro zampe per terra, la persona è morta per cause
naturali.
...che il
nome Jeep viene dall'abbreviazione usata nell'esercito
americano auto per le 'General Purpose' cioè G.P.
pronunciato in inglese.
...che è
impossibile starnutire con gli occhi aperti.
...che i
destri vivono in media nove anni più dei mancini.
...che lo
scarafaggio può vivere nove giorni senza la sua testa,
prima di morire .. di fame.
...che gli
elefanti sono gli unici animali del creato che non possono
saltare (pe r fortuna).
...che una
persona normale ride circa 15 volte al giorno.
...che la
parola cimitero proviene dal greco koimetirion che
significa:
dormitorio.
...che
nell'antica Inghilterra la gente non poteva fare sesso
senza il consenso del Re (a meno che non si trattasse di un
membro della famiglia reale). Quando la gente voleva un
figlio doveva chiedere il permesso al Re, il quale
consegnava una targhetta che dovevano appendere fuori dalla
porta mentre avevano rapporti. La targhetta diceva
Fornication Under Consent of the King (F.U.C.K.). Questa è
l'origine della parola.
...che
durante la guerra di secessione, quando tornavano le truppe
ai loro quartieri senza avere nessun caduto, scrivevano su
una grande lavagna 0 Killed (zero morti). Da qui proviene
l'espressione O.K. per dire tutto bene.
... che nel
Nuovo Testamento nel libro di San Matteo dice che è più
difficile che un cammello passi per la cruna di un ago
piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli. Il
problema è che san Geronimo, il traduttore del testo,
interpretó la parola Kamelos come cammello, quando in
realtà in greco Kamelos è quel cavo d'ormeggio utilizzato
per legare le barche ai moli. In definitiva il senso della
frase è lo stesso ma quale vi sembra più coerente?
... che
quando i conquistatori inglesi arrivarono in Australia, si
spaventarono nel vedere degli strani animali che facevano
salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo
(gli indigeni australiani erano estremamente pacifici) e
cercarono di fare domande con i gesti. Sentendo che
l'indigeno diceva sempre Kan Ghu Ru adottarono il vocabolo
inglese kangaroo canguro). I linguisti determinarono dopo
ricerche che il significato d i quello che gli indigeni
volevano dire era Non vi capisco.
... che
l'80% delle persone che leggono questo testo hanno cercato
di succhiarsi il gomito!!! xD
CONSIGLIO:
Quando il tuo
lavoro ti rompe, e sei sull'orlo della depressione, e
niente va come vorresti , fai così:
uscendo
dall'ufficio, fermati in una farmacia e compra un
termometro rettale johnson and johnson' (solo questa
marca). Aprilo e leggi le istruzioni.
Troverai questa frase da qualche parte: ogni termometro
rettale 'johnson and johnson' è stato personalmente provato
nella nostra fabbrica.
Ora chiudi gli
occhi e ripeti ad alta voce per 5 volte:
sono felice di non
lavorare nel reparto controllo di qualità da Johnson and
Johnson' !
E ORA
RIDI!!!
Auguri
Apple!
da www.tevac.it Mar, 01 Aprile 2008 - 08:25
Inviato da: Antonio Mantica
Il 1 Aprile di 32 anni fà nasceva Apple Computer (oggi
semplicemente Apple).
L'idea per quei tempi un pò pazzoide di due giovanotti,
allora poco più che ventenni che credevano di poter
lanciare il Computer per la gente comune inizio a prendere
vita.
Da allora Apple ha cambiato e continua a cambiare il mondo
una persona alla volta.
segnalaci i tuoi "copia/incolla!"









