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in questa pagina vengono raccolte
(anche grazie alle vostre segnalazioni) notizie curiose,
news di vario genere, belle cose... quelle che farebbe
piacere leggere... ascoltare alla radio o vedere in tv...
non andiamo oltre. Grazie per i contributi...
buona lettura.

Da: "Come un Romanzo"
di Daniel Pennac (Feltrinelli, 1983)

1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
(…) la maggior parte dei lettori si concede quotidianamente
il diritto di non leggere. (…) tra un buon libro e un
brutto telefilm, il secondo ha, più spesso di quanto
vorremmo confessare, la meglio sul primo. Inoltre, non
leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano
sovente a lunghi digiuni (…)
2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
Ho saltato delle pagine (…). E tutti i ragazzini dovrebbero
fare altrettanto. In questo modo potrebbero buttarsi
prestissimo su tutte le meraviglie ritenute inaccessibili
per la loro età. (…) Un grave pericolo li minaccia se non
decidono da soli quel che è alla loro portata saltando le
pagine che vogliono: altri lo faranno al posto loro.
3. IL DIRITTO DI NON FINIRE IL LIBRO
Ci sono mille ragioni per abbandonare un romanzo prima
della fine: la sensazione del già letto, una storia che non
ci prende, il nostro totale dissenso rispetto alle tesi
dell’autore, uno stile che ci fa venire la pelle d’oca (…)
Inutile enumerare le 995 altre ragioni, fra le quali si
debbono tuttavia annoverare la carie dentale, le angherie
del capoufficio o un terremoto del cuore che ci paralizza
la mente. (…)
4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
Rileggere quel che una prima volta ci aveva respinti,
rileggere senza saltare nessun passaggio, rileggere da
un’altra angolazione, rileggere per verificare (…). Ma
rileggiamo soprattutto in modo gratuito, per piacere della
ripetizione, la gioia di un nuovo incontro (…)
5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
(…) ci sono “buoni” e “cattivi” romanzi. Molto spesso sono
i secondi che incontriamo per primi sulla nostra strada. E,
parola mia, quanto toccò a me, ricordo di averli trovati
“belli un casino”. Ma sono stato fortunato: nessuno mi ha
preso in giro… Qualcuno ha solo lasciato sul mio passaggio
qualche “buon” romanzo guardandosi bene dal proibirmi gli
altri.
6. IL DIRITTO AL BOVARISMO
E’ questo, a grandi linee, il “bovarismo”, la soddisfazione
immediata ed esclusiva delle nostre sensazione:
l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il
cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza,
l’identificazione che diventa totale (…)
7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE
(qui Pennac ci presenta un soldato un po’ particolare, che
ama leggere Gogol durante l’esecuzione di un servizio,
considerato dai più, poco onorevole: pulire le latrine. Il
messaggio, consegnatoci dallo scrittore francese, è che
qualunque luogo è buono per chi ami la lettura…. anche un
comune gabinetto).
8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE
E’ la libertà che ci concediamo di prendere un volume a
caso della nostra biblioteca, di aprirlo dove capita e di
immergercisi un istante, proprio perché solo di quell’
istante disponiamo.
9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli
occhi che lo ascoltano. (…)
10. IL DIRITTO DI TACERE
L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché
si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge
perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che
non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra
potrebbe sostituire. (…)
(…) le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le
nostre ragioni di vivere.

I
diritti del lettore di Pennac. Settimo, il diritto di
leggere ovunque
copiato da...
www.repubblica.it
VITERBO
22-10-2008
Etruschi: i primi, grandi
italiani
di Marco Scataglini
Un viaggio in alcuni dei luoghi più affascinanti della
civiltà etrusca. Chiamati anche i Tirreni, furono un popolo
molto potente, in terra e sul mare. La società etrusca
influenzò profondamente quella dei Romani, la loro
architettura e l’uso delle risorse idriche.
SECONDO IL TIMES del 26 gennaio 1837 la mostra
sugli Etruschi organizzata al 121 di
Pall Mall, in pieno West End londinese, da Vittorio
Campanari e dai suoi figli, stava riscuotendo un
incredibile ed inatteso successo. L'idea di ricostruire
una necropoli appena scoperta - col sarcofago, le
pitture ed i corredi - e di farla visitare al buio,
grazie solo alla flebile illuminazione delle torce
consegnate all'ingresso, si era rivelata vincente.
D'altra parte, come non emozionarsi di fronte a quelle
meraviglie che emergevano dall'oscurità? Frotte di
viaggiatori iniziarono così a scendere verso l'Italia
alla ricerca dei luoghi (e dei misteriosi recessi
sotterranei) da cui quegli interessanti reperti
provenivano, luoghi allora solitari e selvaggi,
romantici per definizione. Anche oggi che le ricerche
archeologiche hanno strappato molti veli, e di
misterioso è rimasto poco, gli Etruschi continuano ad
affascinare i visitatori di tutta Europa, che migliaia
arrivano nell'Italia centrale per visitare le antiche
necropoli con i loro dipinti e le loro atmosfere.
Le fantasiose interpretazioni che scrittori (come Lawrence
e Huxley) e poeti (come Carducci) hanno dato dei “misteri
etruschi”, fece scrivere al grande archeologo Massimo
Pallottino che «c'è una Etruria degli studiosi e una
Etruria dei letterati, le cui tradizioni corrono per due
vie divergenti e, in un certo senso, incomunicabili: quella
della ricerca obiettiva e quella della intuizione poetica».
E se gli archeologi cercavano (e cercano tutt'ora) di
scoprire nuovi reperti per far avanzare la conoscenza, ben
presto molti altri iniziarono la caccia al vaso decorato,
al bucchero, alla statuina, a ogni oggetto, grande o
piccolo, che fosse commerciabile con gli “appassionati”: in
questo modo, nel corso di quasi due secoli, un patrimonio
enorme è andato disperso.
"Negli anni '50 e '60 Tarquinia sembrava la California
ai tempi della Corsa all'oro. Solo che invece del
prezioso metallo tutti si erano messi a cercare i
cocci», racconta Omero Bordo, soprannominato "l'ultimo
etrusco", che in quell'epoca alla “corsa” partecipò:
«trovare una tomba etrusca intatta, voleva dire
guadagnare cifre enormi e fare il tombarolo sembrava il
modo più semplice e rapido per uscire dalla povertà".
Grazie all'incontro, negli anni '60, con Mario Moretti,
allora Sovrintendente per l'Etruria meridionale, Omero
smise i panni del tombarolo per indossare quelli del
cercatore autorizzato, ma anche quelli dell'artista,
iniziando a creare oggetti in bucchero e terracotta
ispirati all'arte etrusca. Negli ultimi anni si è
dedicato ad un grandioso progetto, Etruscopolis (Via
delle Pietrare snc, info tel. 0766-855175 – 842725).
Nelle antiche cave etrusche di Tarquinia, non lontano dalla
necropoli di Montarozzi, ha così ricostruito 8 antiche
tombe dipinte e raccolto alcune delle sue opere più belle,
che si ispirano all'arte antica della sua terra, ma che non
sono copie, anche se sembrano in tutto e per tutto
autentiche, e chissà, forse in un certo senso lo sono.
Omero sembra uno di quegli improbabili personaggi che
popolano i libri dei grandi viaggiatori del passato, come
Città e necropoli d'Etruria di George Dennis, pubblicato
per la prima volta 160 anni fa, nel 1848, ed ancora oggi
considerato un capolavoro nel suo genere. In fondo molte
delle descrizioni di allora sembrano valide ancora oggi.
Basta pensare al Parco Archeologico Naturalistico di
Vulci (aperto dalle ore 9 alle
ore 17, , tel. 0766-89298), nel comune di Montalto di
Castro, che è probabilmente la località etrusca più
affascinante d'Italia, non solo per i reperti
archeologici, con i resti dell'antica Veii, ma anche per
i paesaggi straordinari, tutti connessi da un sentiero
ad anello di circa quattro chilometri di lunghezza.
Il Parco è attraversato dalla selvaggia gola del fiume
Fiora, su cui svettano il castello (che oggi ospita il
museo archeologico) e il ponte dell'Abbadia, che fece
scrivere a George Dennis «è veramente una costruzione
meravigliosa ». Venticinque chilometri più a sud, Tarquinia
sorge su una piatta collina di fronte al mare, ed è subito
riconoscibile per le numerose torri che ne
contraddistinguono il centro storico medioevale.
All'ingresso del paese si trova il possente Palazzo
Vitelleschi che ospita dal 1924 il Museo etrusco (dal
martedì alla domenica dalle 8,30 alle 19,30 - tel. 0766
856036), ancora oggi, come un tempo, tappa imperdibile per
chi ama gli Etruschi. Sono indubbiamente le tombe dipinte
della necropoli dei Montarozzi (Patrimonio dell'Umanità
UNESCO) ad essere l'attrattiva maggiore della città (il
sito è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 8,30 a
un'ora prima del tramonto tel. 0766-856308).
A questo punto, andando a Tuscania si chiude il cosiddetto
Triangolo etrusco visitando la Grotta della Regina uno
dei monumenti più enigmatici d'Etruria, (aperta festivi
e prefestivi dalle 9,30 alle 13. Visite fuori orario si
possono prenotare al Museo Archeologico della
cittadina). Vi si accede grazie ad una lunga scalinata
che penetra nella roccia tufacea fino a un'ampia sala di
forma irregolare. La caratteristica più interessante è
una serie di cunicoli, lunghi decine di metri, che
scendono ancora più in profondità, la cui funzione è
misteriosa. Dalla grotta, collocata ai piedi della
chiesetta della Madonna dell'Olivo, si gode una
magnifica vista verso il borgo, su cui svetta la mole
della chiesa di S.Pietro, monumento di enorme interesse
artistico, ma anche verso la tenuta gestita da Lorenzo
Caponetti e dalla sua famiglia. Lorenzo è un esperto di
cunicoli idraulici antichi, che ha studiato in tutto il
mondo, collaborando anche con istituti internazionali.
«La densità di cunicoli etruschi destinati alla raccolta
d'acqua in questo territorio è ben superiore alla media: si
tratta di un campo di ricerca affascinante ora che i
mutamenti climatici impongono di conservare e sfruttare
oculatamente le risorse idriche», racconta. Nel modo di
parlare di Lorenzo si coglie la stessa passione di quei
viaggiatori del passato che raggiungevano Tuscania per
recarsi nella casa dei fratelli Campanari, in cerca di
qualche reperto da acquistare: gli ospiti venivano accolti
in un giardino sistemato come una necropoli, con sarcofagi
provenienti dalle tombe tuscanesi (oggi al Museo cittadino
nel convento di S.Maria del Riposo, tel. 0761-436209,
chiuso il lunedì, ingresso gratuito, recentemente
ingrandito con nuove sale). Quasi due secoli sono passati
dalla mostra che i Campanari organizzarono a Londra, e
molte cose sono cambiate, ma certo, l'esperienza che è
possibile fare percorrendo la terra dei Tirreni, come erano
chiamati gli Etruschi, rimane sempre affascinante
Vademecum per guidare low-cost
Volete risparmiare benzina? Prendetevi un Valium prima di
mettervi al volante. Il trucco per consumare meno è stare
calmi. Lo insegnano i coniugi Taylor, che con un pieno sono
andati in Jeep da Londra a Berlino. Ecco i loro quindici
comandamenti per risparmiare denaro. Luca Cereda
SANGUE FREDDO Se state cercando un modo per risparmiare sui
consumi di carburante, mantenete la calma: è la prima
regola per evitare errori di valutazione e uno spreco
superiore anche al 20% di benzina. Sangue freddo per non
dissanguarsi, insomma: con i nervi distesi farete più di
mille e cento km con un pieno, e pure a bordo di un SUV
diesel. Parola dei coniugi Taylor, che dopo aver segnato un
record e smentito un pregiudizio, hanno stilato un
vademecum del guidatore low-cost.
LA PROVA Chi l’ha detto che i SUV si scolano gasolio come
gli irlandesi fanno con la birra alla festa di San
Patrizio? John e Helen Taylor, esperti di guida a bassi
consumi, sono saliti rispettivamente su una Jeep Compass e
su una Jeep Patriot, e da Londra a Berlino sono riusciti a
tenere una media di 4,3 litri ogni cento chilometri.
Arrivati ad Alexanderplatz, poi, una piacevole sorpresa:
nel serbatoio c’era ancora del carburante. E allora via, di
nuovo “on the road” per passare il confine tra Germania e
Polonia, prima di restare a secco dopo 21 ore di viaggio
con ben 1124 km alle spalle.
COME SI FA Il loro segreto? Prendete carta e penna e
preparate un lungo elenco puntato, perché sono tanti i
comandamenti. Qualcuno suonerà scontato, magari superfluo.
Altri, se esasperati, potrebbero far passare la voglia di
mettersi al volante. Ma con la benzina a 1,40 e il gasolio
a 1,35 euro al litro, perché rifiutare qualche dritta?
1) FLUIDITA’ Primo comandamento: mai essere aggressivi. Non
schiacciate freno e acceleratore come fareste per infierire
su un fastidioso scarafaggio che passeggia nel vostro
salotto: frenate e accelerate brusche aumentano il consumo
di un terzo rispetto a una guida rilassata.
2) SU LE MARCE E’ il principio fondamentale del buon
guidatore, e vale anche per le auto con il cambio
automatico (a patto che si rilasci l’acceleratore una volta
acquisita velocità). Più alto è il rapporto utilizzato,
minori saranno i giri del motore.
3) CHECK UP Date spesso un’occhiata all’astina dell'olio e
alle istruzioni del manuale di manutenzione. La messa punto
del motore può valere un risparmio di carburante sino al
4%.
4) PRESSIONE ALTA Se le vostre frequentazioni col
compressore sono sporadiche se non rare, sappiate che
pneumatici gonfiati al di sotto della pressione ottimale
accrescono la quantità di energia richiesta per mantenere
in movimento l'auto, che si traduce in un surplus di
carburante bruciato del 3%.
5) NIENTE ZAVORRE Macchina debordante di pacchi e bagagli
stile slitta di Santa Claus? Attenzione: in questo modo il
motore si sforza di più e per ogni 45 chili di peso in
eccesso abbassa del 2% l’efficienza nei consumi.
6) VIA LE BARRE Portapacchi vuoto o barre del tetto
inutilizzate servono solo a farvi spendere di più. Chi
l’avrebbe detto che il loro attrito valesse un aumento del
5%? Si consiglia di toglierli quando non servono.
7) MEGLIO I RACCOMANDATI Cercare di risparmiare ripiegando
su un olio più economico potrebbe non fruttare ricchi
dividendi. Usare l’olio raccomandato dal produttore, o uno
di qualità superiore, aiuta invece a migliorare le
prestazioni del motore.
8) GIRI A VUOTO Mai far girare il motore a vuoto. Quando
siete incolonnati tra Pero e Cormano, oppure fermi ad
aspettare la fidanzata che vi ha appena chiesto “un
minutino” per finire le operazioni di restauro facciale,
spegnetelo sempre.
9) PIE’ LEGGERO Il piè veloce lasciatelo ad Achille, a voi
serve quello leggero. La velocità è nemica del risparmio:
un tachimetro 8 km sopra il limite stradale può gravare
sino al 23% sui consumi.
10) OCCHI APERTI Sembrerà strano, ma anche l’occhio aiuta a
risparmiare: serve a calcolare la giusta distanza da
mantenere da chi ci precede. Giocare d’anticipo sugli
ostacoli permette, infatti, di evitare dispendiose e
brusche frenate.
11) POCHE ARIE Accendete il climatizzatore solo se vi
sembra di guidare sotto le mura de' Il Cairo. Altrimenti, a
temperature più miti, la ventola diventa la soluzione
ideale.
12) FILTRO LIBERO Il filtro dell’aria impedisce alle
impurità di danneggiare il motore, ma se è libero da
residui, e non ostruito, alza del 10% la riduzione dei
consumi. Verificare, sempre, se e quando necessiti di una
sostituzione.
13) TEMPISMO Anche uno sguardo all’orologio aiuta a
centellinare il carburante: scegliete sempre il periodo
migliore per muovervi. E scongiurate, se potete,
spostamenti nelle ore di punta e con il traffico a passo
d’uomo.
14) PREVIDENZA Siate previdenti, soprattutto quando si
tratta di risparmiare stress al motore. Due le situazioni
tipo: in attesa del semaforo verde, rallentate per tempo e
affidatevi al freno motore, senza affondare il piede sul
pedale del freno all’ultimo momento; in prossimità di una
salita, invece, accelerate leggermente prima, in modo tale
da scavalcare la pendenza grazie alla velocità accumulata,
e non dover “schiacciare” nel tratto che richiederebbe più
sforzo.
15) UNA MANO IN SALITA The last but not the least. E’ un
vizio diffuso quello di ignorare l’utilità del freno a mano
quando si percorre una salita. A veicolo fermo, molti si
limitano a liberare parzialmente la frizione (sui veicoli a
trasmissionemanuale) o ad utilizzare l’acceleratore per
evitare di scivolare indietro. Tutto un inutile spreco di
carburante: il freno a mano vi dà una mano.
EFFETTI COLLATERALI Con questo, è tutto dai Taylors:
provare per credere. O per ricredersi… Può darsi che
abbiano ragione loro, ma tutti questi consigli se applicati
alla lettera possono provocare un pericoloso effetto
collaterale: dover spendere molto di più, poi, per le
sedute dallo psicanalista. In fondo, se proprio si vuole
consumare poco, anzi, quasi nulla, c'è solo un modo:
lasciare l'auto nel box.
copiato da...
unonotizie.it
VITERBO 06-09-2008
PUBBLICHIAMO
UNA LETTERA
DI UN AUTOREVOLE CITTADINO VITERBESE
CHE SPIEGA PERCHE' PROIBIRE L'ELEMOSINA
E' IMMORALE E PERSINO
CONTROPRODUCENTE
Quando ero molto giovane e studiavo alla scuola di
Aristotele ci insegnavano a tirare le conseguenze.
Roba cosi':
- Se tagli la testa a un uomo?
- Lo uccidi.
- Bravo.
- Grazie.
Era una buona scuola.
Temo che il sindaco di Viterbo non l'abbia frequentata. Ed
e' un peccato.
Se l'avesse frequentata avrebbe probabilmente appreso che
se a una persona ridotta a un'estrema poverta' e' proibito
persino di chiedere l'elemosina, e' proibito persino di
svolgere piccoli servizi come lavare i vetri delle
automobili, e' proibito insomma chiedere aiuto a passanti
disposti a darglielo, tra le possibili conseguenze vi sono
anche - non solo, ma anche - le seguenti: che quella
persona muoia di fame e di stenti nell'abbandono; o anche
che quella persona cerchera' altri modi di procurarsi di
che vivere - meno fiduciosi nell'altrui benevolenza, anzi.
Cosicche' il provvedimento del Comune di Viterbo, come di
altri Comuni parimenti insensati, che proibisce a chi e'
nel bisogno di chiedere aiuto, ha tra le sue possibili
conseguenze il decesso della vittima, o il suo passaggio al
crimine.
Alla scuola di Aristotele lo spiegavano. A quella di Roy
Bean evidentemente no.
Rinnovo quindi la richiesta della revoca di quella assurda
e ignobile delibera che proibisce la carita'.
Sia revocata quella delibera sciagurata: se non per umana
sensibilita', per un mero calcolo utilitario: rischiare di
indurre delle persone disperate al crimine per poter
sopravvivere non e' una buona politica amministrativa.
Peraltro, sempre a quella scuola, ed a molte altre degne di
questo nome, si spiegavano i due concetti seguenti, che mi
sembrano ancora degni di meditazione.
I. Che un essere umano chieda aiuto a un altro essere umano
e' un diritto.
II. La solidarieta' e' il fondamento della civilta'.
Peppe Sini, cittadino viterbese
fonte
copiato
dall'home page di
benclaro
(19
agosto 2008)
«Come può
uno scoglio, arginare il mare,
anche se non voglio, torno già a volare»
(Lucio Battisti)

il
9 settembre 1998 l'italia perde Lucio
Battisti
uno dei massimi autori ed interpreti
nella storia della musica leggera italiana.
A dieci anni dalla sua scomparsa
a noi piace ricordarlo
così
copiato da:
ministerodellagrafica.org
(19 agosto
2008)
Qual è la Stella più
vicina?
Se lo chiedono in molti ultimamente. Sembra a causa di
alcuni banner di Google che circolano in svariati siti.
Visto questo interesse ve lo diciamo noi qual è la stella
più vicina.
La stella più vicina al sole - Proxima Centauri
La stella
più vicina alla Terra è ovviamente il Sole.
La stella più vicina al sole è invece Proxima Centauri, a
circa 4,28 anni luce di distanza.
Essendo vicina in cielo alla coppia di alfa Centauri ed
essendo praticamente alla stessa distanza,
Proxima potrebbe essere il terzo componente del sistema.
Se Proxima è il terzo componente del sistema di alfa
Centauri, allora, ruotando in un'orbita completa,
Proxima ed alfa Centauri si alternerebbero, ora l'una ora
l'altra, nel ruolo di "stella più vicina al Sole"!

dal sito del Comune di
Viterbo

Citta dei Papi ... il gioco
dell'estate!
Ricevuto via e-mail... da
Stefano C. (Viterbo)
(23 Giugno 2008)
"siamo sicuri che si farà l'aeroporto a Viterbo?"
... sarà davvero così nel 2017?".
Ciao Stefano
Ricevuto via e-mail... da
Carla
(23 Aprile 2008)
Consigio
Saggio
Un
giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un
marciapiede con un cappello ai suoi piedi
e un
pezzo di cartone con su scritto: «Sono cieco, aiutatemi per
favore».
Un
pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi
erano solo alcuni centesimi nel
cappello.
Si
chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso
al cieco, prese il cartone, lo girò e vi
scrisse
sopra un'altra frase.
Al
pomeriggio, il pubblicitario
ripassò dal
cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e
di banconote.
Il
non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se
era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo
di cartone e
soprattutto che cosa vi avesse
annotato.
Il
pubblicitario rispose: 'Nulla che non sia vero, ho
solamente riscritto la tua frase in un altro
modo'.
Sorrise
e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul
suo pezzo di cartone vi era scritto:
'Oggi è
primavera e io non posso vederla'.
Morale:
Cambia
la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e
vedrai che poi andrà meglio.
Se non
inoltri questa mail non ti capiterà nulla, ma inviala
almeno a quelle persone che secondo
te
meritano di vedere la primavera e a tutti quelli che tu
vorresti vedere sempre sorridere, perché
il loro sorriso renda
migliore questo mondo.
Se
un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è
stato fatto con professionalità, rispondi
che
l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic
da professionisti...
da Tusciaweb.it - 22
febbraio 2008
Viterbo - Per la promozione
turistica
Guida, stradario e sito
internet
per vivere la città
Un
sito internet nuovo di zecca,
una guida cartacea,
uno stradario e una cartina.
Viterbo si apre al grande
pubblico, con questi nuovissimi strumenti di promozione
turistica non solo della città, ma anche del territorio.
Il progetto, realizzato da Universo Editoriale e
l’associazione culturale Benclaro, con il patrocinio
del Comune di
Viterbo, è stato presentato
stamani, a Palazzo dei Priori, da
Luca Della
Rocca, responsabile marketing
alla presenza dell’assessore alla Cultura e Turismo
Paolo Muroni.
“Il sito internet viterbo.artecitta.it, è già on line ed è
molto facile da consultare – ha spiegato Della Rocca –
semplicemente ciccando su uno dei settanta monumenti
visibili sulla cartina visibile sulla home page, si
accede direttamente all’interno della struttura scelta,
con panoramiche dei luoghi di interesse a
360
gradi.
Ci sono poi sezioni dedicate agli itinerari, a
dove dormire e
mangiare. Ciccando su
“collabora con
noi” è possibile anche
segnalare luoghi,
monumenti ed
edifici di interesse storico,
che sanno valutati da un apposito
comitato
scientifico”.
“Con questo progetto di promozione, che è iniziato circa un
anno e mezzo fa – ha detto Paolo Muroni – abbiamo cercato
di portare Viterbo nel mondo, abbinando materiale cartaceo
alla piattaforma mondiale di Internet. Questo, nel
particolare, è uno strumento che porta, per la prima volta,
le bellezze di Viterbo a conoscenza di chiunque
abbia un computer, con il vantaggio di essere molto
esauriente e di facile consultazione”.
Le guide sono state già stampate in 40 mila copie, mentre
le cartine della città e gli stradari sono circa 60 mila.
La distribuzione è capillare: oltre alla sede Urp del
Comune di Viterbo in piazza del Plebiscito, si potranno
trovare anche presso gli uffici turistici della
Tuscia. Il prezzo della guida
più cartina della città è di 9 euro, lo stradario è
invece gratuito.
Al progetto di promozione turistica hanno partecipato
anche Provincia,
Università,
Camera di
Commercio,
Diocesi, Biblioteche,
Fondazione Carivit
e
Banca di
Viterbo.
da "Lettori per il clima"

http://www.repubblica.it/2007/11/speciale/altri/2007ambiente/caso-lampadine/caso-lampadine.html
Il
piccolo comune è il primo al mondo ad avere
un'illuminazione pubblica a led
Progetto e tecnologia campana
per ridurre i consumi del 70 per cento
Torraca,
mille abitanti nel Cilento
dove le fluorescenti sono già il
passato
di VALERIO GUALERZI

Una
strada di Torraca illuminata dai led
ROMA - L'Italia insegue faticosamente il passato, ma c'è un
piccolo comune del salernitano che ha già fatto il grande
salto nel futuro. Il nostro paese a livello europeo ha uno
dei peggiori tassi nella diffusione delle lampadine a basso
consumo, con un segmento di mercato che supera appena il 4
per cento. Il ritardo nella penetrazione delle fluorescenti
è grave, perché il contributo che potrebbero dare
all'efficienza energetica è enorme, ma rischia di essere la
rincorsa a una tecnologia che sarà presto superata.
Il futuro sono infatti le lampade a led che abbattono i
consumi in maniera ancora più drastica. Per il momento il
loro utilizzo è estremamente limitato e riguarda la luce
dei semafori e poco altro. Ma a Torraca, nel Cilento,
l'amministrazione ha deciso di giocare d'anticipo,
convertendo a led l'intera illuminazione pubblica, in tutto
circa settecento lampioni. Un primato non solo nazionale ma
mondiale, che ha già procurato al comune il titolo di "Led
City" e diversi riconoscimenti, compreso il "Premio enti
locali per Kyoto 2007" assegnato lo scorso novembre dal
ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio.
Attraverso i led, con un investimento di circa 280mila euro
sostenuto in parte dai fondi regionali, Torraca (poco più
di mille abitanti) ha tagliato i costi, aumentato la
potenza della luce (quattro volte maggiore di quella delle
lampade fluorescenti) e incrementato la durata delle fonti
luminose, di gran lunga superiore rispetto a quelle
tradizionali. "Risparmiamo il 70 per cento - spiega il
sindaco Daniele Filizola - con una minore manutenzione".
A rendere ancora più straordinaria l'esperienza di Torraca
è il fatto che l'intero progetto è "made in Italy". La
tecnologia alla base dell'impianto e in particolare il
sistema elettronico che permette di controllare
automaticamente del flusso dei led (uno degli inconvenienti
che sino ad oggi ne hanno limitato la commercializzazione)
è stata messa a punto dalla Elettronica Gelbison, una
piccola azienda della provincia di Salerno che con il suo
brevetto ha stupito gli addetti ai lavori di tutto il
mondo. A fare da collaudatore dell'impianto e da
coordinatore scientifico dell'iniziativa è stato invece
l'ingegner Luciano Di Fraia, docente di illuminotecnica
presso l'Università di Napoli Federico. (24 febbraio 2008)
IL TUO IMPEGNO PER IL
CLIMA http://www.repubblica.it/speciale/2007/ambiente/archivio_impegni.html

copiato e incollato da www.tevac.com Lun, 04 Febbraio 2008
Nasce
blog.mypage.it,
un progetto per internet e i
bambini
Nasce
blog.mypage.it, un progetto
che intermedia mmh, da sempre attiva nel
rapporto tra bambini e nuove tecnologie, ha deciso di
sviluppare per porre l'attenzione su un tema non più
trascurabile: internet e i bambini.
Le giovani generazioni di internauti crescono
esponenzialmente di anno in anno, ma il web non sembra così
pronto ad accoglierle, offrendo ancora un vuoto di idee e
contenuti per i più piccoli. Ma cosa vogliono i bambini da
internet? Quali sono i prodotti che hanno il diritto di
trovare nella rete delle reti? E infine come risolvere il
problema della sicurezza online, che è ormai sotto gli
occhi di tutti? Blog.mypage.it cerca di rispondere a
queste e ad altre domande, unendo punti di vista e
competenze diverse e sperando di discutere e
confrontarsi con chiunque ne abbia voglia.
Su blog.mypage.it è inoltre possibile scaricare
gratuitamente mymail, un programma di posta elettronica
sicuro e divertente pensato e sviluppato per bambini a
partire dai 6 anni.
pescato
in rete chissàddove!
(inviato da Francesco, Viterbo)

ricevuto via
e-mail (14.03.2008)
"Poi ti
accorgi che tante cose non le sai"
(inviato da Fabrizio, Viterbo)
LO
SAI...
...che è impossibile
succhiarsi il gomito
...che la Coca Cola era
originariamente verde.
...che è possibile fare
salire le scale ad una vacca ma non fargliele
scendere.
...che il verso di
un'anatra (Quac, quac) non fa eco e nessuno sa
perchè.
...che un coccodrillo non
può tirare fuori la lingua
...che i porci non possono
fisicamente guardare il cielo
...che se tentate di
trattenere uno starnuto, potrete causarvi la rottura di una
vena nel cervello o nella nuca, e potreste
morire
...che l'accendino è stato
inventato prima dei fiammiferi
...che ogni re delle carte
rappresenta un grande re della
storia:
- Picche: Re
David.
- Fiori: Alessandro
Magno.
- Cuori:
Carlomagno.
- Quadr i:
GiulioCesare.
...che moltiplicando
111.111.111 x 111.111.111 si
ottiene
12.345.678.987.654.321.
..che in una statua
equestre
se
il cavallo ha due zampe per aria, la persona sul suo dorso
è morta in combattimento,
se
il cavallo ha una delle zampe anteriori alzate, la persona
è morta in seguito ad una ferita inferta in
combattimento,
se
il cavallo ha le quattro zampe per terra, la persona è
morta per cause naturali.
...che il nome Jeep viene
dall'abbreviazione usata nell'esercito americano auto per
le 'General Purpose' cioè G.P. pronunciato in
inglese.
...che è impossibile
starnutire con gli occhi aperti.
...che i destri vivono in
media nove anni più dei mancini.
...che lo scarafaggio può
vivere nove giorni senza la sua testa, prima di morire ..
di fame.
...che gli elefanti sono
gli unici animali del creato che non possono saltare (pe r
fortuna).
...che una persona normale
ride circa 15 volte al giorno.
...che la parola cimitero
proviene dal greco koimetirion che significa:
dormitorio.
...che nell'antica
Inghilterra la gente non poteva fare sesso senza il
consenso del Re (a meno che non si trattasse di un membro
della famiglia reale). Quando la gente voleva un figlio
doveva chiedere il permesso al Re, il quale consegnava una
targhetta che dovevano appendere fuori dalla porta mentre
avevano rapporti. La targhetta diceva Fornication Under
Consent of the King (F.U.C.K.). Questa è l'origine della
parola.
...che durante la guerra di
secessione, quando tornavano le truppe ai loro quartieri
senza avere nessun caduto, scrivevano su una grande lavagna
0 Killed (zero morti). Da qui proviene l'espressione O.K.
per dire tutto bene.
... che nel Nuovo
Testamento nel libro di San Matteo dice che è più difficile
che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che
un ricco entri nel Regno dei Cieli. Il problema è che san
Geronimo, il traduttore del testo, interpretó la parola
Kamelos come cammello, quando in realtà in greco Kamelos è
quel cavo d'ormeggio utilizzato per legare le barche ai
moli. In definitiva il senso della frase è lo stesso ma
quale vi sembra più coerente?
... che quando i
conquistatori inglesi arrivarono in Australia, si
spaventarono nel vedere degli strani animali che facevano
salti incredibili. Chiamarono immediatamente uno del luogo
(gli indigeni australiani erano estremamente pacifici) e
cercarono di fare domande con i gesti. Sentendo che
l'indigeno diceva sempre Kan Ghu Ru adottarono il vocabolo
inglese kangaroo canguro). I linguisti determinarono dopo
ricerche che il significato d i quello che gli indigeni
volevano dire era Non vi
capisco.
... che l'80% delle persone
che leggono questo testo hanno cercato di succhiarsi il
gomito!!! xD
CONSIGLIO:
Quando il tuo lavoro ti
rompe, e sei sull'orlo della depressione, e niente va come
vorresti , fai così:
uscendo
dall'ufficio, fermati in una farmacia e compra un
termometro rettale johnson and johnson' (solo questa
marca). Aprilo e leggi le istruzioni.
Troverai questa frase da qualche parte: ogni termometro
rettale 'johnson and johnson' è stato personalmente provato
nella nostra fabbrica.
Ora
chiudi gli occhi e ripeti ad alta voce per 5
volte:
sono
felice di non lavorare nel reparto controllo di qualità da
Johnson and Johnson' !
E
ORA RIDI!!!
Auguri
Apple!
da
www.tevac.it Mar, 01 Aprile 2008 -
08:25
Inviato da: Antonio Mantica
Il 1 Aprile di 32 anni fà nasceva Apple Computer (oggi
semplicemente Apple).
L'idea per quei tempi un pò pazzoide di due giovanotti,
allora poco più che ventenni che credevano di poter
lanciare il Computer per la gente comune inizio a prendere
vita.
Da allora Apple ha cambiato e continua a cambiare il mondo
una persona alla volta.













